Il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS, organizzazione di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato, è “nata“ il 22 ottobre 2005, ma Arcigay è attiva a Napoli dal 1984. L'associazione ha fini solidaristici, di volontariato sociale ed opera con l'azione diretta, spontanea, personale e gratuita dei propri aderenti nel settore della tutela dei diritti civili, della prevenzione e recupero dell'emarginazione, della promozione della cultura e di attività ricreative. Si impegna nella promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender contribuendo ad accrescere nella società una visione positiva dell'essere omosessuale o transessuale. Come supporto alla comunità LGBT napoletana svolge i seguenti servizi: Sportello Legale, Telefono Amico, supporto- socio-Psicologico, Sportello Salute, Migranti.

Nella nostra sede, aperta alla partecipazione ed al contributo di tutti e tutte le, puoi trovare il Gruppo Giovani, Gruppo Lesbo, Gruppo Trans, Gruppo Genitori. Per qualsiasi informazione Contattaci.
Ricorda che Arcigay Napoli cresce grazie all'aiuto dei volontari, quindi anche col tuo se vorrai.

Per tesserarsi ad Arcigay Clicca qui.

 

 


Aggiornamenti da Arcigay Nazionale

  • Gay, tribunale Salerno concede status di rifugiato a ventenne russo

    ARCIGAY: "SI CONFERMA L'ALLARME DIRITTI UMANI NEL PAESE DI PUTIN Bologna, 21 aprile 2017 - "La sentenza del tribunale di Salerno che assegna lo stato di rifugiato a un giovane omosessuale russo, assistito dallo sportello  MigraAntinoo di Arcigay Napoli, è un'ottima notizia che sottolinea però due fatti allarmanti": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue: "In primo luogo la sentenza punta il dito verso l'evidente violazione dei diritti umani in Russia: un fenomeno dilagante che interessa le persone omsessuali, destinatarie di leggi repressive di cui osserviamo gli esiti  negli orrori in corso in Cecenia, ma anche altre minoranze, come quella dei testimoni di Geova, destinatari proprio in questi giorni di un provvedimento della Corte Suprema russa che li pone fuori dalla legge. Questo allarme resta del tutto ignorato dalla politica istituzionale, che accoglie chi scappa dalle persecuzioni senza assumersi una responsabilità e un ruolo rispetto a chi induce quelle persone a lasciare le proprie case. Ma proprio sul tema dell'accoglienza si apre la seconda riflessione allarmante:   l'approvazione del decreto Minniti Orlando  relega i richiedenti asilo ad una giustizia di ordine inferiore, escludendo la possibilità che il giudice possa rivolgere domande alla persona che ha presentato l'istanza. Lecito chiedersi allora, con molta preoccupazione, se attraverso questo nuovo iter il giovane russo, una volta negata la possibilità di raccontare la propria storia, avrebbe ottenuto ugualmente lo status di rifugiato. A questo dubbio, molto serio, le istituzioni dovrebbero sentire il dovere di rispondere senza ambiguità", conclude Piazzoni.
  • Gay perseguitati in Cecenia, presidi di protesta in cinque città. Arcigay: “Non cali il silenzio sugli orrori”

    Bologna, 20 aprile 2017 - Non cali l’attenzione del mondo su quanto sta accadendo in Cecenia”: è l’appello di Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay. “L’indignazione delle istituzioni non è sufficiente – incalza Piazzoni – occorre stabilire la priorità del rispetto dei diritti umani su tutti i livelli di relazione internazionale. E’ inconcepibile che Paesi come il nostro interpretino la cronaca delle violenze contro le persone lgbti in Cecenia come un dettaglio trascurabile che non condiziona né modifica le nostre relazioni istituzionali con i mandanti e gli esecutori materiali di questi orrori.

    Con l’avvicinarsi del 25 aprile, data in cui celebriamo la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, non possiamo non cogliere la continuità tra le persecuzioni che ebbero luogo durante la seconda guerra mondiale e quello che ancora oggi accade in Cecenia e in altre parti del mondo. La comunità lgbti è mobilitata in tutto il Paese per mantenere alta l’attenzione su questa vicenda: dopo la prima mobilitazione di alcuni giorni fa a Milano Arcigay parteciperà ai presidi in programma sabato 22 a Roma (ore 16,30 davanti all’Ambasciata russa, in viale Castro Pretorio), a Napoli (ore 17 in piazza Dante), a Caserta ( ore 17 in viale Douhe), a Ferrara (ore 21 alla Rotonda Foschini) e sabato 29 aprile a Varese (ore 17 in Piazza Monte Grappa).

    "Ci aspettiamo che la politica si faccio carico fattivamente dell’allarme che queste notizie portano alla luce”, conclude Piazzoni.

  • Cecenia, gay reclusi e torturati. Arcigay in pressing sul Governo: “L’Italia non può restare a guardare”

    Bologna, 12 aprile 2017 - "Nelle ultime ore l'opinione pubblica del nostro Paese ha preso coscienza delle drammatica persecuzione in corso nei confronti delle persone lgbt in Cecenia": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. "Quello che sta accadendo a pochi chilometri dai confini dell'Europa - prosegue -  è di una gravità inaudita e necessita dell'intervento fermo della politica, oltre che di una mobilitazione che dia voce e corpo all'indignazione che si solleva da più parti nel mondo. In Parlamento sono state depositate domande urgenti rivolte al nostro Ministro degli Esteri affinché riferisca in aula le informazioni in arrivo dagli enti diplomatici e le azioni che il Governo italiano intende mettere in campo: sollecitiamo su questi temi risposte tempestive e concrete. Nel frattempo chiediamo agli attivisti e alle attiviste di aderire alla campagna di fundraising attivata dalla rete All Out per sostenere le azioni del network lgbt russo, al lavoro da giorni per mettere al sicuro le persone bersaglio di questa violenta azione repressiva. Inoltre sosteniamo l'appello lanciato da Amnesty International, rivolto a Aleksandr Ivanovich Bastrykin, presidente della Commissione d'inchiesta della Federazione Russa, affinché si faccia carico della sicurezza e dell'incolumità delle persone lgbt in Cecenia. È estremamente importante in queste ore far sentire alle autorità cecene, e in particolare al Presidente Ramzan Kadyrov, la pressione di una vasta comunità mondiale e garantire a chi è vittima di persecuzione un canale sicuro per sottrarsi alla violenza", conclude Piazzoni.
f t g