Il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS, organizzazione di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato, è “nata“ il 22 ottobre 2005, ma Arcigay è attiva a Napoli dal 1984. L'associazione ha fini solidaristici, di volontariato sociale ed opera con l'azione diretta, spontanea, personale e gratuita dei propri aderenti nel settore della tutela dei diritti civili, della prevenzione e recupero dell'emarginazione, della promozione della cultura e di attività ricreative. Si impegna nella promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender contribuendo ad accrescere nella società una visione positiva dell'essere omosessuale o transessuale. Come supporto alla comunità LGBT napoletana svolge i seguenti servizi: Sportello Legale, Telefono Amico, supporto- socio-Psicologico, Sportello Salute, Migranti.

Nella nostra sede, aperta alla partecipazione ed al contributo di tutti e tutte le, puoi trovare il Gruppo Giovani, Gruppo Lesbo, Gruppo Trans, Gruppo Genitori. Per qualsiasi informazione Contattaci.
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Aggiornamenti da Arcigay Nazionale

  • Video virali e manifesti in 28 città per celebrare il coming out day. Arcigay: “Uscire dall’invisibilità è la prima conquista”

    Bologna, 10 ottobre 2017 - Sette video per raccontare il giorno del proprio coming out e l'invito a fare altrettanto. In più, una campagna di tremila manifesti in 28 città italiane: torna anche quest'anno in occasione del Coming out Day, l'11 ottobre, la campagna promossa dalla Rete Giovani di Arcigay dal titolo #HoQualcosaDaDirvi. Il coming out è quel momento nella vita delle persone  gay, lesbiche, bisessuali e trans in cui rivelano - agli amici, alla famiglia, nell'ambiente scolastico o di lavoro - il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere. Deriva dall'espressione inglese "coming out of the closet", letteralmente "uscire dal nascondiglio". Il Coming Out Day è la ricorrenza internazionale che celebra quell'atto e che vuole incoraggiare le persone lgbti ad uscire allo scoperto e a vivere la propria vita apertamente con coscienza e consapevolezza. "La nostra campagna - spiega Shamar Droghetti, coordinatore della Rete Giovani di Arcigay - quest'anno ha visto la partecipazione di una ventina di volontari e volontarie di Arcigay Torino, che oltre ad essersi spesi in scatti fotografici, si sono messi in gioco per la realizzazione di una serie di video dove parlano del proprio coming out. Tanti video diversi per raccontare tante storie diverse". I video oltre ad essere pubblicati nei prossimi giorni sulla pagina FB di Arcigay, sono presenti anche sul canale youtube e sono raccolti all'interno di una playlist  "L'invito - prosegue Droghetti -  è quello a fare altrettanto: chiunque abbia voglia di celebrare il Coming Out Day può girare un video da pubblicare sui social, con l’hashtag #HoQualcosaDaDirvi, per raccontare la propria esperienza, per  immaginare come vorrebbe che fosse, o addirittura per fare il proprio coming out". Inoltre, Arcigay ha predisposto l'affissione di tremila manifesti nelle città di Torino, Verbania, Cuneo, Varese, Pavia, Vicenza, Trento, Ravenna, Cervia, Faenza, Pisa, Siena, Arezzo, Latina, Caserta, Salerno, Torre Annunziata, Napoli, Verona, Bologna, Barletta, Andria, Trani, Lecce, Potenza, Pesaro, Chieti, Pescara. "Vogliamo portare il nostro sostegno a tutte le persone lgbt che nei piccoli o grandi centri del nostro Paese a volte non trovano la forza o il coraggio di fare coming out", commenta Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. "A quelle persone - prosegue - diciamo che la visibilità è la prima conquista e che l'invisibilità è un effetto più o meno consapevole della vergogna che il nostro mondo, in cui l'eterosessualità si dà per scontata, inietta nelle persone che eterosessuali non sono. Il coming out è una liberazione e per molti e molte che oggi lo guardano a posteriori, è un ricordo straordinario, una rinascita che vale la pena raccontare. Per questo la celebriamo e invitiamo tutti e tutte e a fare altrettanto", conclude Piazzoni.
  • Conferenza famiglia, da Arcigay richieste chiare in tema di adozioni e modelli di welfare

    Roma, 29 settembre 2017 - Si è da poco conclusa a Roma la terza Conferenza nazionale sulla famiglia,   organizzata dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri col supporto dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia. "Durante la due giorni - spiega Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, che ha guidato la delegazione dell'associazione lgbti formata anche da Ottavia Voza, responsabile politiche trans, e Salvatore Simioli, vicepresidente nazionale - abbiamo posto l'accento sull'evoluzione dei modelli familiari e sottolineato la necessità del superamento, dal punto di vista legislativo, dei due istituti giuridici separati per coppie di omo e eterossessuali (matrimonio e unione civile) . Abbiamo inoltre ricordato che lo stralcio della stepchild adoption dalla legge sulle unioni civili ha lasciato senza tutele i figli di molte coppie formate da persone dello stesso sesso. Occorre quindi farsi carico immediatamente di questa grave lacuna, introducendo sia l'adozione del figlio del partner sia l'adozione per coppie unite civilmente e per i single. Non solo: è urgente superare l'esclusione delle coppie samesex dall'accesso alle tecniche di procreazione assistita, che ancora sopravvive nella famigerata legge 40. In tema di famiglie, nell'obiettivo di riconoscere tutte le forma di famiglia, abbiamo sottolineato la necessità di emanciparsi dall'equivalenza tra famiglia e matrimonio e tra famiglia e obbligo riproduttivo, perché esistono famiglie - e molte - anche fuori da questi due paradigmi. È in quest'ottica che vanno ripensati anche  tutti i modelli di welfare. Infine, a conferenza conclusa, abbiamo avvicinato la Sottosegretaria Maria Elena Boschi per esprimere il nostro rammarico per la rappresentanza monca del mondo lgbti a questo appuntamento istituzionale, che di fatto, pur aprendo per la prima volta le porte al nostro mondo,  ha escluso le associazioni che più strettamente rappresentano le famiglie omogenitoriali. Con la Ministra abbiamo condiviso l'auspicio che questa esclusione sia definitivamente superata già a partire dai prossimi appuntamenti istituzionali sul tema", conclude Piazzoni.
  • Bologna, il Family Day scheda le scuole. Arcigay: “Operazione squadrista, loro già a giudizio per diffamazione”

    Bologna, 15 settembre 2017 - "Abbiamo letto con profondo sconcerto dell'operazione di schedatura delle scuole messa in atto dal comitato "Difendiamo i nostri figli" a Bologna": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue. "Un'operazione squadrista, portata avanti con la benedizione di Forza Italia, che evidentemente vede  nei progetti di  contrasto alla violenza di genere un ostacolo alla realizzazione del modello berlusconiano e dei suoi harem. Ma soprattutto sull'operazione portata avanti a Bologna, e che vuole essere un'azione intimidatoria gravissima nei confronti delle famiglie, del corpo docente e degli studenti e delle studentesse che frequentano quegli istituti, occorre fornire un'informazione fondamentale, che riguarda proprio il comitato "Difendiamo i nostri figli": come è già stato sottolineato da alcuni cronisti, nel fare l'ignobile schedatura il comitato ha fatto riferimento a fake news ampiamente smentite dai mass media, create ad hoc per sostenere le tesi di chi si scaglia contro l'educazione di genere. La pratica della mistificazione e la noncuranza dell'altrui dignità sono ricorrenti per questo comitato: occorre allora ricordare che il portavoce nazionale del comitato "Difendiamo i nostri figli" , Massimo Gandolfini, è imputato in un processo penale proprio per aver diffamato la nostra associazione.Siamo fermamente convinti che l'operazione del comitato "Difendiamo i nostri figli" oltrepassi abbondantemente i confini di un dibattito politico e trasgredisca non solo le leggi ma anche l'impianto costituzionale della nostra Repubblica. Pertanto è nelle aule di tribunali che questi signori vanno portati, uno a uno, per rispondere della gravità di quanto fanno e per difendere le scuole dal vero pericolo, cioè le loro intimidazioni. A questo scopo Arcigay ha lanciato la campagna #maqualegender alla quale corrisponde un fondo per le spese legali delle denunce contro le  bugie e le diffamazioni del comitato: chiunque può contribuire al fondo donando sul sito www.maqualegender.it", conclude Piazzoni.
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