Il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS, organizzazione di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato, è “nata“ il 22 ottobre 2005, ma Arcigay è attiva a Napoli dal 1984. L'associazione ha fini solidaristici, di volontariato sociale ed opera con l'azione diretta, spontanea, personale e gratuita dei propri aderenti nel settore della tutela dei diritti civili, della prevenzione e recupero dell'emarginazione, della promozione della cultura e di attività ricreative. Si impegna nella promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender contribuendo ad accrescere nella società una visione positiva dell'essere omosessuale o transessuale. Come supporto alla comunità LGBT napoletana svolge i seguenti servizi: Sportello Legale, Telefono Amico, supporto- socio-Psicologico, Sportello Salute, Migranti.

Nella nostra sede, aperta alla partecipazione ed al contributo di tutti e tutte le, puoi trovare il Gruppo Giovani, Gruppo Lesbo, Gruppo Trans, Gruppo Genitori. Per qualsiasi informazione Contattaci.
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Aggiornamenti da Arcigay Nazionale

  • Matrimonio egualitario, ok anche dall’Australia. Arcigay: “In Italia sia tema centrale della prossima campagna elettorale”

    Bologna, 7 dicembre 2017 -  "Germania, Australia e Austria in modo differente ma nel giro di una manciata di giorni hanno imboccato la strada del matrimonio egualitario: un fatto che  in Italia, alla vigilia della  campagna elettorale, dovrebbe interrogare i  futuri candidati e le forze politiche sul perenne ritardo che nel campo dei diritti il nostro Paese continua a scontare": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue. "Il caso australiano, seppur perseguendo la via referendaria che noi non condividiamo, ha sancito la volontà popolare di riconoscere la piena uguaglianza in ambito matrimoniale a tutti i cittadini e le cittadine: il Parlamento ha quindi dovuto eseguire in tempi rapidissimi e porre fine alla discriminazione  delle relazioni omosessuali. Il caso austriaco  per l'Italia è ancora più interessante: l'Austria è un Paese che aveva una legislazione simile alla nostra, cioè una legge sulle unioni civili che riconosceva la quasi totalità dei diritti matrimoniali, proprio come la nostra legge Cirinnà. Qui è stata la Corte costituzionale a dire che il voler chiamare con un nome diverso diritti eguali è sintomo di una volontà discriminatoria che non può essere accettata e ha chiesto al Parlamento di provvedere entro il 2019 a rimuovere questa incongruenza, garantendo la parità dei diritti e del loro nome a tutti i cittadini e le cittadine. L'Italia insomma, che con la legge sulle unioni civili aveva recuperato un ritardo di 15-20 anni, dopo le decisioni di Germania, Austria e Australia si trova nuovamente in coda. Le forze politiche farebbero bene ad interrogarsi su quanto sarebbe facile risolvere una volta per tutte la questione con l'estensione del matrimonio egualitario anche in Italia: in campagna elettorale saremo noi, con ostinazione, a ricordaglielo", conclude Piazzoni.
  • HIV, per il 1° dicembre Arcigay punta sulla consapevolezza: al via su FB la campagna #SOQUELLOCHEFACCIO

    Bologna, 30 novembre 2017 - #SoQuelloCheFaccio (www.arcigay.it/soquellochefaccio) è la campagna social 2017 di Arcigay per la giornata mondiale di lotta all'AIDS. Una campagna fatta grazie al coinvolgimento in prima persona degli attivisti di Arcigay e rivolta agli MSM (maschi che fanno sesso con maschi). #SoQuelloCheFaccio invita gli uomini che fanno sesso con uomini ad informarsi e a scegliere gli strumenti di prevenzione più adatti a loro, con la consapevolezza dei pro e dei contro delle scelte che fanno, nella prevenzione sia dell'HIV sia delle altre infezioni sessualmente trasmissibili. La campagna si basa sull'assunto che le persone sappiano fare scelte, se adeguatamente informate, al fine di vivere la sessualità e il sesso nel modo a sé più confacente. "La salute sessuale non è solo assenza di malattie nel sesso, ma è anche benessere complessivo nella vita e nel piacere sessuale - spiega Michele Breveglieri, responsabile Salute e lotta all'HIV di Arcigay - e più si è informati più si è in grado di decidere come vivere al meglio la propria vita sessuale adottando tutti i possibili strumenti a disposizione per ridurre rischi o danni". Sono nove i soggetti della campagna: l'uso del condom e lubrificante nel sesso anale, l'accesso frequente al test HIV, l'uso della profilassi pre-esposizione (PrEP), il principio della terapia come prevenzione (TasP), l'accesso alla profilassi post-esposizione (PEP), la rimozione delle paure irrazionali verso le persone con HIV, l'invito a non basarsi su domande sullo stato sierologico del partner, l'accesso ai controlli e/o vaccini per le IST diverse dall'HIV, l'invito a fare il test HIV regolarmente anche quando si è in coppia. "La campagna dà sostanza comunicativa, per la prima volta in maniera organica, alla scelta di Arcigay di adottare un approccio di prevenzione combinata - continua Breveglieri -. Oggi la prevenzione ha tante facce ed è importante conoscerle per orientarsi e fare scelte consapevoli". "Conoscenza e consapevolezza sono anche essenziali per liberarsi di inutili paure irrazionali e comportamenti stigmatizzanti che non aiutano nessuno, anzi facilitano solamente l'epidemia" conclude. Accanto alla campagna #SoQuelloCheFaccio Arcigay ha anche in corso due iniziative parallele, una di distribuzione gratuita di preservativi in tutta Italia tramite le sue 67 associazioni aderenti e grazie alla collaborazione con COOP Italia che ne ha forniti gratuitamente della sua linea "Fallo Protetto", e la campagna "WE TEST" di offerta di test HIV rapidi e gratuiti in diverse città italiane da parte dei volontari dell'associazione alla comunità gay, presso le sedi associative e in collaborazione con ANDDOS, PLUS, IREOS, Circolo Mario Mieli, ASA Onlus (per vedere dove: www.we-test-rapid.org).
  • Modena, giovane ucciso dal compagno. Arcigay: “Sessuofobia e omofobia sono armi fuori controllo”

    28 novembre 2017 - "Abbiamo appreso con dolore e rabbia dell'omicidio del giovane Leo e delle circostanze terribili che gli inquirenti stanno portando alla luce in queste ore": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. "Nel racconto della vicenda finora emerso - prosegue - sembra verificarsi lo spaventoso effetto delle pulsioni omofobe e sessuofobe che da sempre denunciamo. Una cultura che trasforma la sessualità e l'orientamento sessuale in fatti infamanti, mette armi pericolose nelle mani dei malintenzonati, dei violenti, degli irresponsabili, degli immaturi. A qualcuno non sembrerà vero di poter utilizzare questo crimine per rinvigorire l'odio verso la comunità straniera, ma nonostante sia certamente necessario riflettere e farsi carico del portato omofobo di alcune culture, è la stessa cronaca a contraddire clamorosamente queste letture: poche ore prima del delitto di Modena, di porn revenge, cioè di ricatti legati a foto hard, moriva suicida un'altra ragazza a Porto Torres, in un contesto degenerato che ha che fare soltanto con la nostra cultura. I discorsi sulla  sessualità consapevole, sugli orientamenti sessuali e sulle pratiche sessuali sono ancora tabù nel nostro Paese: la tv marchia i "baci gay" coi bollini rossi, le rappresentazioni delle relazioni tra persone dello stesso sesso sui media generalisti raccolgono proteste iraconde, i laboratori nelle scuole che cercano di trattare questi temi contano più nemici che alleati. Eppure è proprio questo stigma, cioè il voler bollare la sessualità, specie quella tra persone dello stesso sesso, come sbagliata e inopportuna, a fornire ai violenti la loro arma mortale e ad innescare spirali che in questo caso hanno portato addirittura all'omicidio. Dal canto nostro, trasmettiamo tutta la nostra vicinanza tanto alla famiglia e agli amici di Leo, quanto a chi voleva bene a Michela, la giovane morta suicida in Sardegna. La rabbia che queste morti ci suscita ci motiva a un impegno ancora più tenace nella nostra decennale battaglia per la liberazione sessuale di tutte e tutti", conclude Piazzoni.
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