Antinoo Arcigay Napoli accoglie con soddisfazione la scelta del Consiglio Disciplinare dell’Ordine dei giornalisti della Campania che - in primo grado - ha sospeso per tre mesi il fotoreporter Salvatore Sparavigna che lo scorso giugno aveva aggredito verbalmente con offese omofobe e sessiste Antonello Sannino, segretario dell’associazione, servendosi di una telefonata resa pubblica con una diretta sui social senza consenso.


Il fotoreporter, durante la telefonata, aveva più volte declinato il concetto che Sannino “fa il frocio con il culo degli altri” oltre a numerose battute insultanti con riferimento al suo orientamento sessuale.
Sannino, in seguito all’aggressione, ha tempestivamente denunciato l’accaduto all’Ordine dei giornalisti della Campania che oggi gli ha dato pienamente ragione decretando la temporanea sospensione di Sparavigna.  L'istruttoria ha confermato, si legge nel dispositivo della sentenza, la "fondatezza delle accuse"  relative al mancato rispetto delle norme della deontologia professionale.


Sannino ha dichiarato: “La sospensione di Sparavigna è un segnale importante e per questo ringrazio Ottavio Lucarelli, Titti Improta e tutto l'Ordine dei giornalisti della Campania, per aver con determinazione e con solerzia condannato da subito l'atteggiamento e per aver chiesto l'intervento immediato del consiglio di disciplina.
La lotta alle discriminazioni di genere e all'omotransfobia passa per segnali come questo - incalza Sannino - perché danno un messaggio preciso di condanna che, facendo crescere il livello di fiducia nelle istituzioni, aiuta a denunciare. Tanti purtroppo subiscono violenza, soprusi e offese quotidiane,  ma non sempre denunciano, proprio per sfiducia e per paura.”
Infine, conclude Sannino: “Sparavigna da anni agisce sul territorio con una modalità volgare, aggressiva e violenta  che non ha nulla a che fare con il giornalismo autentico e che lede di contro profondamente la dignità della professione e dei suoi colleghi. La libertà di espressione e di stampa è un valore sacrosanto nella nostra democrazia, ma bisogna sempre partire dal rispetto dell’altro e della persona umana, l’abuso della professione di giornalista per offendere e discriminare è intollerabile e per fortuna oggi arriva una condanna esemplare.

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