LA TESTA SOTT’ACQUA
di Helena Tornero
traduzione Alessio Arena
con Ciro Burzo, Mariano Coletti, Arianna Cozzi, Enrico Pacini
adattamento e regia Riccardo Ciccarelli
costumi Alessandra Gaudioso
scene Vincenzo Aquilone
luci Alessandro Messina
produzione Nuovo Teatro Sanità e Le Scimmie
Questa iniziativa è contro il 'sistema' della camorra con il contributo della Città metropolitana di Napoli

Costo del biglietto: 12 euro (intero); 10 euro (ridotto under 25 e over 65)
Info e prenotazioni: 3396666426; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Programmazione:
venerdì 20 e sabato 21 dicembre ore 21.00
domenica 22 dicembre ore 18.00

Il lavoro teatrale prende le mosse da un vero episodio di bullismo, per raccontare la violenza che nasce dal disagio interiore vissuto dagli adolescenti, e affronta alcuni dei problemi più comuni che coinvolgono in un unico destino di sconfitta i giovani e la società: l’intolleranza collettiva, l'esclusione sociale, i rapporti tra genitori e figli, la violenza giovanile.

In un'estate qualunque, un gruppo di ragazzi, Sara, Stefan, Josué e Thomas, che frequentano la piscina del loro quartiere — luogo di incontro, risate, di amori che nascono, ma a volte anche di forti scontri — si trovano ad affrontare le delusioni date dai desideri e dalla vita da adulti. Stefan è un ragazzo debole e influenzabile, a cui fa da contraltare Thomas, un bullo sicuro di sé che odia tutto e tutti, i due potrebbero in un primo momento apparire chiusi rispettivamente nel ruolo della vittima e del carnefice, ma si instaura tra loro un'insana complicità. Quando Stefan vede Josué baciare Sara, la sua Sara, di cui è perdutamente innamorato, e racconta l'accaduto a Thomas, lui ha già in mente un piano per aiutare l'amico. E da abile manipolatore convince Stefan a mettere in atto quel piano radicale e crudele.

«Ho eliminato il mondo adulto — spiega il regista Riccardo Ciccarelli — perché più che raccontare il giallo della storia e capire cosa sia successo, mi interessa raccontare i ragazzi, le loro solitudini. Ho preferito parlare dei giovani, di quello che emotivamente li fa entrare in relazioni tra loro e gli fa compiere determinate azioni. Mi sembra questo il nucleo determinante, la verità che avevo bisogno di indagare attraverso il teatro».
 
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