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Salome: una donna prigioniera di un mito

Anche quest’anno, in occasione della “Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza sulle donne”, la Fondazione Teatro di San Carlo si impegna a promuovere una riflessione sul femminicidio e sui reati commessi sulle donne, uno dei temi più delicati che riempiono tragicamente le pagine quotidiane di cronaca contemporanea.

Mercoledì 26 novembre, alle ore 19:00, il San Carlo dedicherà all’argomento l’ultima replica di Salome, opera in un atto di Richard Strauss, tratta dall’omonimo poema di Oscar Wilde del 1891. La giovane protagonista dell’episodio biblico, oggetto metamorfico delle interpretazioni e delle rappresentazioni artistiche e culturali durante i secoli, si pone infatti in un discorso di riflessione a tutto tondo sulla figura femminile. 

Da fanciulla virginale vittima delle istigazioni materne nel Vangelo secondo Marco, a femme fatale nelle raffigurazioni di Gustave Moreau del XIX secolo, il mito di Salome è stato adattato e trasformato nel corso della storia attraverso l’immaginario collettivo dello stereotipo misogino. La voluttuosa danza dei sette veli, metafora dei sette peccati capitali, stigmatizza simbolicamente la figliastra di Erode come incarnazione di tutte le perversioni dell’umanità, accogliendole nel suo ventre sensuale e maliardo di donna. La riduzione del suo essere femminile a mero corpo, oggetto del desiderio maschile, l’avvicina drasticamente alla visione odierna che ancora oggi assoggetta la donna per le scelte operate da quest'ultima seguendo esclusivamente il proprio istinto e la propria passione.

Salome è una donna contemporanea, rovinosamente stregata da una passione amorosa irrealizzabile, quella per Giovanni Battista, che la porta alla distruzione: un modello determinante nell’affermazione di una contemporaneità non soltanto musicale - quella promossa da Strauss nel suo distacco dal paradigma del poema sinfonico tardo-romantico di fine Ottocento - ma soprattutto di una vera e propria rivoluzione nella visione del genere femminile.

Chi è questa donna che mi guarda? Io non voglio che mi guardi. Non so chi ella sia. Non voglio saperlo.” (Jokanaan, Salome, Oscar Wilde, 1891). Condannata a morte e fatta uccidere proprio da chi l’aveva desiderata, suo zio Erode, Salome è un personaggio che per sua natura scandaglia oggi più che mai le criminose reazioni dell’inconscio umano alle prese con l’inammissibilità dei propri istinti.

La Fondazione Teatro di San Carlo invita il proprio pubblico ad una riflessione congiunta sull’argomento: l’opera di Strauss verrà infatti preceduta nella serata di mercoledì 26 novembre dalla lettura di un estratto dalla Salome di Oscar Wilde.

Per riflettere insieme su questi temi vi aspettiamo il 26 novembre per assistere all'ultima replica di Salome ad una tariffa speciale: 60 € (per n°2 ingressi platea, palchi I e II Ordine), oppure 40 € (per n°2 ingressi palchi III e IV ordine). I posti sono limitati.

Per aderire all'offerta basta contattare l'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , o chiamare lo 0817972310 / 468.

La promozione scade alle ore 17.30 del 24 novembre 2014.

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