- Quale sono le politiche a favore della comunità LGBT presenti nel suo programma di governo della città?
MARFELLA: Credo che innanzitutto occorra una figura istituzionale, penso ad esempio all’assessore alle pari opportunità e politiche sociali, che su indicazione dell’amministrazione, si interessi in maniera particolare di sensibilizzare l’istituzione stessa verso la comunità LGBT. Poi attivando una campagna di ascolto delle esigenze della comunità, convocando i referenti delle associazioni. Una commissione ad hoc od un tavolo permanente con assessore e stakeholders dovrebbe essere convocato a cadenze regolari per poter non solo ascoltare, ma anche orientare, decidere, e poi verificare che le azioni richieste siano via via messe in atto.
BASSOLINO: Penso che sia giusto che le politiche per il mio programma nascano da un confronto con la comunità LGBT napoletana. Andrebbe dunque allestito un gruppo di lavoro con l’obiettivo di indicare un sistema di azioni che abbiano un carattere trasversale tale da mobilitare più assessorati e sviluppare una maggiore collaborazione fra le istituzioni (scuole, università, ASL). In particolare:
• In primo luogo, è necessario promuovere una cultura del rispetto dei diritti, della libertà dell’accoglienza e di contrasto all'omofobia e alle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere;
• Allestire dei servizi mirati per realizzare specifiche azioni socio-culturali (formazione; informazione; salute; lavoro; etc.) rivolte a persone LGBT;
• Garantire la migliore applicazione delle nuove norme sulle unioni civili, predisponendo tutti i servizi ed i percorsi che ne facilitino l’accesso e la fruizione.
SARRACINO: Promuovere il diritto all'uguaglianza di genere. Napoli è e deve essere la capitale dei diritti. Il Sindaco ha il dovere di contrastare tutte le forme di violenza e discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans. Collaboreremo attraverso progetti di formazione con le associazioni che svolgono un lavoro importante a tutela dei diritti.
VALENTE: Napoli è una città con una grande tradizione di inclusione e rispetto di ogni forma di differenza, il mio programma prevedere che tutte le persone, le famiglie, le formazioni sociali siano sostenute. La comunità lgbt deve poter contare su un Comune che abbia come strategia generale non tanto servizi e strumenti di aiuto specifici, quanto una costante attenzione e formazione degli operatori sociali e dipendenti comunali affinché siano contrastate tutte le forme di discriminazione. Così come avviene in tutte le grandi città europee, Napoli deve fornire alle sue cittadine e ai suoi cittadini attenzione e tutela affinché nessuna persona sia emarginata.
- Cosa pensa della “teoria gender” e della necessità di interventi nelle scuole per il contrasto all’omotransfobia?
MARFELLA: Credo sia necessario ed urgente attuare interventi nelle scuole, perché purtroppo ancora oggi registriamo numerosi casi di bullismo. Un ragazzino/a infatti non ha gli strumenti e la maturità per difendersi da solo. C’è un forte bisogna di fare una campagna capillare, visto che ci sono stati anche recenti casi di cronaca sfociati addirittura nel suicidio delle vittime. Nessuna amministrazione dovrebbe sottovalutare questo dato.
BASSOLINO: Penso che la cosiddetta “teoria gender” sia una trovata ideologica e propagandistica costruita ad hoc dai settori più reazionari del mondo cattolico per affermare che esiste un modello unico di famiglia e che l’unione omossesuale sia “contro natura”.
Nelle scuole bisognerebbe sempre proporre modelli culturali aperti alle differenze e diversità, e comunque sempre di contrasto alla omofobia e alla discriminazioni nel campo dell’orientamento sessuale.
SARRACINO: Credo che sia molto importante portare a scuola l'educazione sessuale come avviene in molti paesi del nord Europa, insegnando proprio ai nostri adolescenti che amare è un diritto, oltre che una cosa bellissima, e che le discriminazioni in base agli orientamenti sessuali vanno combattute.
VALENTE: La teoria gender non esiste, vi sono da molti decenni studi sulla differenza di genere su cui hanno dibattuto studiose e studiosi di tutte le formazioni ideali e religiose. Queste riflessioni intendono superare una minorità di opportunità tra uomini e donne, valore oggi condiviso in tutte le democrazie. L'amministrazione comunale, di concerto con i programmi già previsti dal Miur e, anche in collaborazione con l'Unar, deve favorire una adeguata informazione e formazione, in special modo nei confronti degli insegnanti e delle famiglie, rispetto all'omotransfobia, al bullismo, all'emarginazione culturale.
- Pari opportunità e diritti di cittadinanza, dalla violenza di genere alla tutela degli immigrati, in breve cosa pensa di poter concretamente realizzare nei prossimi anni?
MARFELLA: Solo una capillare attività formativa e culturale può contrastare il triste fenomeno della violenza di genere ed anche quel senso di rifiuto dell’altro e della sua diversità. Le campagne di sensibilizzazione devono partire dalle scuole ma anche riguardare in senso più ampio tutti i cittadini. L’amministrazione potrà dare esempio con le sue buone pratiche. Quali saranno ripeto non posso dirlo con esattezza perché non ritengo di essere depositario di una verità assoluta. La cosa che farei immediatamente è appunto l’istituzione del tavolo ma non come mero atto formale, piuttosto inteso come luogo reale di ascolto, decisione e verifica.
BASSOLINO: Penso che bisognerebbe sottoporre a verifica la grande varietà di esperienze realizzate dai comuni nel campo delle politiche volte a garantire la pari opportunità . Inoltre, è necessario proporre un ripensamento ed un rilancio di tali politiche a livello statale, poiché le attuali politiche governative sono state alquanto trascurate. Infatti, le politiche di pari opportunità, di cittadinanza, di accoglienza e di tutela dei migranti necessitano di un forte impulso a livello governativo dal punto di vista politico culturale e normativo, delle risorse da rendere disponibli, del coordinamento e del monitoraggio. Il Comune deve proporsi di realizzare un sistema di azioni e servizi che promuovano i diritti e le pari opportunità che sia ben coordinato e monitorato ed ispirato a principi e valori di accoglienza, ospitalità, libertà personali, prevenzione della violenza, protezione delle vittime e repressione dei colpevoli.
SARRACINO: Credo che le politiche di integrazione debbano essere una priorità. Napoli è una città che svolge un grande lavoro anche sul fronte dell'accoglienza. La solidarietà del nostro popolo è riconosciuta a livello internazionale, il mio obiettivo è sicuramente quello di aumentare le collaborazioni e i progetti SPRAR, per dare la possibilità a chi non ha avuto opportunità nel proprio paese natio, di vivere e costruirsi un futuro a Napoli.
VALENTE: La città di Napoli si deve ispirare al Trattato di Lisbona e alla Costituzione italiana, documenti fondamentali per la convivenza civile. Ogni specifica identità, dalle nuove cittadinanze ai differenti orientamenti sessuali e identità di genere, dalle condizioni di difficoltà derivanti dall'età avanzata piuttosto che dalla disabilità, deve esser affrontata con attenzione e con strumenti specifici di intervento. Concretamente il Comune si deve concentrare, vista anche la scarsità di mezzi e di competenze, nel favorire progetti e iniziative dell'associazionismo e del privato sociale, realtà che operano fattivamente sul territorio per affrontare quotidianamente povertà, esclusione, discriminazione.
Ancora alcune brevi considerazioni:
Diritti sociali e Diritti civili: vi è ancora nella cultura di una parte importante della sinistra italiana e nel suo pensiero una priorità degli uni sugli altri?
MARFELLA: Non potendo discutere del pensiero altrui, posso dire cosa realmente penso io. Credo che non possa esistere uno sviluppo armonico della società se diritti sociali e civili non vengono egualmente ed indistintamente custoditi, protetti, valorizzati e difesi
BASSOLINO: Come già dissi intervenendo al Pride del 1996 a Napoli, continuo a pensare che non vi sia giustizia senza libertà, e non c’è libertà senza la garanzia dei diritti delle minoranze, a partire proprio dai diritti della comunità LGBT.
SARRACINO: La parola "diritti" è per me la parola della Sinistra e del Partito Democratico. Un passo importante, anche se non sufficiente, è stato compiuto dal governo Renzi con l'approvazione del DDL Cirinnà, ma molto deve essere ancora fatto. Allo stesso modo, la lotta alla povertà sarà una priorità del mio mandato: Napoli è una città che ha fame di lavoro. Occorre costruire le condizioni affinchè le nostre grandi risorse vengano sbloccate e rimesse in campo, e occorre farlo subito.
VALENTE: Sui diritti non sono possibili gerarchie: tutti sono importanti allo stesso modo. Di più, l'assenza di quelli civili deprime la possibilità che quelli sociali siano effettivamente goduti da tutte le persone.
I PRIDE sono ancora necessari, e se sì perché ?
MARFELLA: Credo proprio di si. Penso siano necessari per i tanti che ancora provano imbarazzo e timore rispetto alle manifestazioni esterne dell’affetto fra persone dello sesso sesso, ed anche per chi, specie fra i giovani, hanno paura ad esprimere alla luce del sole il proprio modo di sentire, per non essere giudicati male. Ho assistito alla sfilata del gay pride di qualche anno fa sul lungomare di Napoli è mi è piaciuto molto il modo gioioso di rappresentare dei sentimenti che io giudico assolutamente naturali ma mi rendo conto che tanti altri ancora no.
BASSOLINO: I Pride sono cambiati nel corso degli anni, e credo sia giusto che, ogni anno, la Comunità LGBT si interroghi sul modo e la forma di rappresentarsi.
SARRACINO: Certo, partecipo da sempre al Pride, sono uno di quelli che ha portato il PD in piazza, cosa non scontata. Le lotte e le conquiste più belle sono sempre quelle fatte con allegria. E il pride è un momento innanzitutto di festa.
VALENTE: Il Pride è una manifestazione specifica della storia del movimento lgbt mondiale. E' la festa della visibilità, dell'orgoglio di aver avuto la forza di fuoriuscire dalla clandestinità sociale. Anche i suoi colori, parate, carri, fanno parte di questa specificità. Semmai in Italia sarebbe opportuno essere al passo coi tempi, guardare a ciò che accade nel resto del mondo libero, dove queste manifestazioni sono oggi un patrimonio culturale e pure economico di tutta la popolazione.
Cosa pensa del dibattito sulla legge per le Unioni civili (DDL Cirinnà)sulle stepchild adoptione sulla possibilità da parte di coppie composte da persone dello stesso sesso di poter adottare?
MARFELLA: Pur essendo un esponente della società civile e non un politico di professione, mi onoro di essere il candidato alle primarie di un partito, il Partito Socialista, che ha ritenuto la battaglia per le unioni civili una battaglia irrinunciabile di civiltà. Il Partito Socialista è stato in prima fila a difesa della Cirinnà, dichiarando di volerla appoggiare fino in fondo in tutte i suoi articoli e commi, compresi i riferimenti alla stepchild adoption, che altro non è che l’adozione del figlio biologico di uno dei due partner. Abbiamo avuto purtroppo la delusione che la Cirinnà è stata in parte resa inefficace, ma il partito socialista si è già attivato a favore di un nuovo disegno di legge questa volta per le adozioni non solo a favore di coppie dello stesso sesso ma anche dei single, perché, e questo lo condivido appieno anche io, non c’è nulla di peggio per un bambino che languire in una “casa famiglia” senza l’affetto di un nucleo familiare.
BASSOLINO: Sappiamo bene che tutte le battaglie sui diritti civili si sono sempre scontrate con un nucleo di conservazione molto forte. Pertanto, ora, la stepchild adoption deve trovare la sua soluzione normativa nell’ambito di una riforma della legge generale delle adozioni, di cui vi è una riconosciuta e forte necessità. Tra l’altro, questa forma di adozione si può già praticare grazie ad una giurisprudenza favorevole. Personalmente, sono favorevole all’adozione da parte di single e di coppie dello stesso sesso.
SARRACINO: Assolutamente si. Per la mia generazione questa è una discussione surreale.
VALENTE: L'approvazione al Senato della legge sulle unioni civili è un primo importante passo sulla lunga strada per l'ottenimento della parità dei diritti. Purtroppo a causa del comportamento scorretto dei grillini e, di un tenace ostruzionismo portato avanti dalla parte più reazionaria del Parlamento, si è dovuto stralciare la stepchild adoption. Il PD intende immediatamente recuperare, presentando una proposta di legge di riforma della legge sulle adozioni. E' bene a questo punto aprire un confronto aperto tra tutte le sensibilità presenti nell'opinione pubblica su come, oggi, il nostro paese debba garantire a tutti i bambini gli stessi diritti.
E' favorevole al matrimonio egualitario?
MARFELLA: Certo che si, la considero una questione addirittura superata, anche se mi rendo conto che qualcuno può non essere ancora d’accordo.
BASSOLINO: Sono favorevole.
SARRACINO: Assolutamente sì.
VALENTE: Personalmente lo sono e, allo stesso tempo mi rendo conto che la nostra società ha bisogno di un percorso di crescita culturale, che con l'approvazione delle unioni civili, segna un primo positivo passaggio.
Per concludere:
Una battuta sul Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che vorrebbe rimuovere i volumi con le fiabe "arcobaleno" dagli asili.
MARFELLA: Vorrei vietare le fiabe di Hansel e Gretel e di Cappuccetto Rosso, perché le considero violente e ciniche. Per i bambini è molto più terrorizzante ascoltare una fiaba in cui i bambini vengono abbandonati da soli nel bosco che qualsiasi altra cosa. Ma credo che con questa logica sono poche le fiabe che potrebbero salvarsi. Anche la Bibbia andrebbe vietata.
BASSOLINO: Venezia è una città aperta a tanti stimoli, anche nel campo delle libertà sessuali. Sono sicuro che, al di là delle volontà un po’ oscurantiste del Sindaco, i bambini sapranno valutare, una volta cresciuti, l’importanza dei valori di tolleranza, apertura, diversità.
SARRACINO: Un atto vergognoso. Brugnaro è secondo me un sindaco che dimostra arretratezza culturale. Un pericolo per i diritti del nostro paese.
VALENTE: I sindaci devono ben amministrare le città e non occuparsi di questioni di cui sanno poco e su cui per fortuna non hanno competenza.