Cultura

Lunedì 2 Novembre, ore 21

Nuovo Teatro Sanità, Piazzetta San Vincenzo 1 (Rione Sanità)

021115

PASOLINI A NAPOLI

Oltre Ogni Possibile Fine/ Pasolini a quarant’anni dalla morte.

Nel giorno del quarantesimo anniversario della morte, il Nuovo Teatro Sanità, al termine di un ciclo di eventi “pasoliniani” iniziato nel gennaio 2015, dedica una serata speciale a Pier Paolo Pasolini.
Poesia e teatro per riflettere sul rapporto del poeta con Napoli e, soprattutto, sull’eredità intellettuale e letteraria che ci ha lasciato.

I versi di Rosanna Bazzano, Carmine De Falco, Bruno Galluccio, Eugenio Lucrezi, Paola Nasti, Ciro Tremolaterra, Ferdinando Tricarico e Claudio Finelli e i preziosissimi contributi artistici di Paolo Coletta, Lalla Esposito, Massimiliano Foà, Carol Lauro, Ciro Pellegrino e Imma Villa, accompagneranno gli spettatori attraverso questo viaggio inedito e suggestivo nella coscienza profetica e “scandalosa” di Pier Paolo Pasolini.

Coordinamento di Claudio Finelli.

Ingresso Libero.

L’omicidio di Giarre e quello di Pasolini: la Storia come memoria, monito e stella polare del nostro cammino.
Due giorni importantissimi per la memoria delle persone LGBT in Italia: 31 ottobre e 2 novembre.
Due date che hanno segnato l’immaginario collettivo di tutti noi relativamente alla vita e alle esperienze della comunità omosessuale del nostro Paese.
Due ricorrenze che hanno a che fare con il nostro senso d’appartenenza, con la nostra Storia, fatta di rivendicazioni e conquiste, e con il nostro orgoglio di essere quel che siamo.
Il 31 ottobre del 1980, infatti, a Giarre, in provincia di Catania, due giovani amanti furono assassinati barbaramente in circostanze che sono ancora oscure. Si trattò di una vera e propria esecuzione. L’omicidio rivelò anche la radicata omofobia presente nella società italiana. Un clima d’omertà inaccettabile, infatti, avvolse l’intera vicenda. E, il fatto che secondo alcune versioni della storia, i due amanti avessero accettato l’esecuzione perché convinti di non poter vivere serenamente il proprio amore, non poté che rafforzare l’idea di un’Italia socialmente violenta e pericolosa per le persone LGBT. Proprio dai fatti di Giarre, però, nacque a Palermo il primo nucleo di Arcigay, grazie a Marco Bisceglie, sacerdote dichiaratamente gay, e al giovanissimo Nichi Vendola, che all’epoca era solo un obiettore di coscienza.
D’altronde il delitto di Giarre accadeva cinque anni dopo il tragico omicidio di Pier Paolo Pasolini che, come tutti ricordano, fu massacrato all’Idroscalo di Ostia, nella notte tra l’1 e il 2 novembre.
Anche l’omicidio del grande poeta friulano resta avvolto nella nebbia dell’incertezza e della supposizione. Certo, la magistratura individuò un colpevole, un giovane balordo con cui Pasolini aveva trascorso l’ultima parte della serata precedente alla sua morte, ma a molti studiosi sembra oggi improbabile che l’omicidio fosse stato commesso dal solo Pino Pelosi e per ragioni sostanzialmente banali.
La tragica morte di Pasolini, nonostante siano trascorsi quarant’anni, riverbera con un’eco ancora forte nelle coscienze della comunità LGBT e non solo.
Pasolini, infatti, non è stato soltanto il primo intellettuale italiano dichiaratamente omosessuale ma è stato uno dei primi uomini di cultura che abbiano messo seriamente in discussione certezze e convinzioni proprie della società del suo tempo.
E Pasolini è stato certamente un simbolo per tante persone LGBT, una guida di percorso…Pasolini che rifiutava di aderire in maniera dogmatica a qualsiasi ideologia, Pasolini che conosceva la forza “rivoluzionaria” e “scandalosa” delle contraddizioni, Pasolini che, pur borghese, negava i (dis)valori della borghesia bigotta e corrotta dei suoi tempi, Pasolini che riusciva a tracciare il sacro nel profano e il profano nel sacro, Pasolini che riconosceva l’autenticità del suo desiderio e l’euforia carnale del suo amore ma soffriva anche dello stigma che tutto ciò comportava, Pasolini che si intratteneva di notte con i borgatari e di giorno con i più grandi pensatori del Novecento, Pasolini che amò disperatamente Ninetto ma in silenzio e dentro di sé certamente lo sposò, sebbene fosse assolutamente lontana l’idea del matrimonio gay…Pasolini che sapeva, sapeva tutto della Storia in cui viveva, sapeva quello che era stato, quello che stava accadendo e ciò che sarebbe presto successo… Pasolini che sapeva perché, anche senza prove, senza indizi, il compito di un vero intellettuale è coordinare fatti anche lontani, mettere insieme pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, ristabilire la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.
Ecco perché il 31 ottobre e il 2 novembre sono date segnate a caratteri di fuoco nella nostra memoria, “svolte epocali” da cui non solo siamo partiti, come comunità LGBT, ma da cui dobbiamo ripartire sempre, ogni qual volta frustrazione, sfiducia e avvilimento intaccano – o provano ad intaccare – il nostro coraggio, le nostre motivazioni e il nostro ottimismo arcobaleno in un domani migliore, per tutti.
Comunicato stampa
Napoli, 02.11.2015

Il duplice omicidio di Giarre e quello di Pasolini:
la Storia come memoria, monito e stella polare del nostro cammino.

Due giorni importantissimi per la memoria delle persone LGBT in Italia: 31 ottobre e 2 novembre.
Due date che hanno segnato l’immaginario collettivo di tutti noi relativamente alla vita e alle esperienze della comunità omosessuale del nostro Paese.
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Due ricorrenze che hanno a che fare con il nostro senso d’appartenenza, con la nostra Storia, fatta di rivendicazioni e conquiste, e con il nostro orgoglio di essere quel che siamo.
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Il 31 ottobre del 1980, infatti, a Giarre, in provincia di Catania, due giovani amanti furono assassinati barbaramente in circostanze che sono ancora oscure. Si trattò di una vera e propria esecuzione. L’omicidio rivelò anche la radicata omofobia presente nella società italiana. Un clima d’omertà inaccettabile, infatti, avvolse l’intera vicenda. E, il fatto che secondo alcune versioni della storia, i due amanti avessero accettato l’esecuzione perché convinti di non poter vivere serenamente il proprio amore, non poté che rafforzare l’idea di un’Italia socialmente violenta e pericolosa per le persone LGBT. Proprio dai fatti di Giarre, però, nacque a Palermo il primo nucleo di Arcigay, grazie a Marco Bisceglie, sacerdote dichiaratamente gay, e al giovanissimo Nichi Vendola, che all’epoca era solo un obiettore di coscienza.
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D’altronde il delitto di Giarre accadeva cinque anni dopo il tragico omicidio di Pier Paolo Pasolini che, come tutti ricordano, fu massacrato all’Idroscalo di Ostia, nella notte tra l’1 e il 2 novembre.
Anche l’omicidio del grande poeta friulano resta avvolto nella nebbia dell’incertezza e della supposizione. Certo, la magistratura individuò un colpevole, un giovane balordo con cui Pasolini aveva trascorso l’ultima parte della serata precedente alla sua morte, ma a molti studiosi sembra oggi improbabile che l’omicidio fosse stato commesso dal solo Pino Pelosi e per ragioni sostanzialmente banali.
La tragica morte di Pasolini, nonostante siano trascorsi quarant’anni, riverbera con un’eco ancora forte nelle coscienze della comunità LGBT e non solo.
Pasolini, infatti, non è stato soltanto il primo intellettuale italiano dichiaratamente omosessuale ma è stato uno dei primi uomini di cultura che abbiano messo seriamente in discussione certezze e convinzioni proprie della società del suo tempo.
E Pasolini è stato certamente un simbolo per tante persone LGBT, una guida di percorso…Pasolini che rifiutava di aderire in maniera dogmatica a qualsiasi ideologia, Pasolini che conosceva la forza “rivoluzionaria” e “scandalosa” delle contraddizioni, Pasolini che, pur borghese, negava i (dis)valori della borghesia bigotta e corrotta dei suoi tempi, Pasolini che riusciva a tracciare il sacro nel profano e il profano nel sacro, Pasolini che riconosceva l’autenticità del suo desiderio e l’euforia carnale del suo amore ma soffriva anche dello stigma che tutto ciò comportava, Pasolini che si intratteneva di notte con i borgatari e di giorno con i più grandi pensatori del Novecento, Pasolini che amò disperatamente Ninetto ma in silenzio e dentro di sé certamente lo sposò, sebbene fosse assolutamente lontana l’idea del matrimonio gay…Pasolini che sapeva, sapeva tutto della Storia in cui viveva, sapeva quello che era stato, quello che stava accadendo e ciò che sarebbe presto successo… Pasolini che sapeva perché, anche senza prove, senza indizi, il compito di un vero intellettuale è coordinare fatti anche lontani, mettere insieme pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, ristabilire la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.
Ecco perché il 31 ottobre e il 2 novembre sono date segnate a caratteri di fuoco nella nostra memoria, “svolte epocali” da cui non solo siamo partiti, come comunità LGBT, ma da cui dobbiamo ripartire sempre, ogni qual volta frustrazione, sfiducia e avvilimento intaccano – o provano ad intaccare – il nostro coraggio, le nostre motivazioni e il nostro ottimismo arcobaleno in un domani migliore, per tutti.

Claudio Finelli
delegato cultura e scuola Arcigay Napoli
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Il Consiglio Direttivo del Comitato Arcigay Antinoo Napoli  
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VENERDI’ 30 OTTOBRE 2015

ORE 19.00

Chiaja Hotel De Charme – via Chiaia 216

POETE’

NELLA VITA E’ QUESTIONE DI EQUI-LIBRI

Presenta

POETE’ SPECIALE
CON
PINO STRABIOLI

SEMPRE FIORI MAI UN FIORAIO

COORDINA CLAUDIO FINELLI

PINO STRABIOLI è attore, regista e autore poliedrico, vero e proprio "storico" del teatro italiano. Da ultimo visto a teatro con Sandra Milo nella piece Caro Federico (dedicato a Fellini); in serate-spettacolo con Franca Valeri, in La madrina di Adriano, in Dignità autonome di prostituzione di Luciano Melchionna, in Capasciacqua, scritto con Luciano Saltarelli e diretto da Marina Confalone. E' inoltre protagonista de L'abito della sposa di Mario Gelardi che sarà in scena il 31 ottobre e il 1 novembre al Nuovo Teatro sanità di Napoli (prenotazioni 3396666426).

In tv ha condotto nell’estate 2014 Colpo di scena, otto ritratti di grandi attori (su Raitre, in prima serata), e per dieci anni Cominciamo Bene (su Raitre, al mattino), programma dedicato allo spettacolo e ai suoi protagonisti. Anche regista: nel 2006 di Signorina Silvani... Signora, prego!, con Anna Mazzamauro, nel 2010 di Magnani Anna detta Nannarella.
«Dopo la scuola lascio casa, studio all’università, faccio cosine all’Estate romana, seguo un corso per attori-doppiatori della Regione Lazio, faccio cabaret in localini. Un provino per Tmc e sono nel cast di T’amo Tv con Fabio Fazio. Poi programmi a Tmc fino a Unomattina (edizioni tra il 1993 e il 1996, due parentesi teatrali: una con Paolo Poli in I viaggi di Gulliver) e, per due anni, Souvenir d’Italie, sempre su Tmc».
Al Chiaja Hotel De Charme parlerà dei grandi divi del teatro, delle icone gay dello spettacolo italiano e del libro scritto con Paolo Poli: Sempre fiori, mai un fioraio. Ricordi a tavola (Rizzoli 2013).

Ingresso Libero
Per Info
349.4784545
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30102015

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